Naufraghi

E’ questa  l’immagine che mi si è presentata alla mente ieri sera, vedendo il gruppo delle persone ospitate alla Tenda, che, dopo aver cenato, si trattenevano all’aperto. Chi in piedi, chi seduto sui gradini, chi appoggiato al muretto, si scambiavano battute, chiacchieravano. Un  breve momento di condivisione, dopo una giornata trascorsa vagando per le strade, forse alla ricerca di un lavoro, forse in compagnia dell’alcol, certo col pensiero che, almeno, la sera ci sarebbe stato da mangiare e da dormire: la Tenda come la spiaggia. A vederli così. l’unica scelta giusta mi parrebbe quella di restare con loro, di condividere il loro approdo su questa spiaggia, così da poter condividere con loro anche una ricerca di senso per il loro naufragio. Ma questo è ovviamente un sogno. E’ invece possibile non smettere mai di cercare soluzioni per le loro necessità. Te ne presentano tante e tu vorresti essere  all’altezza delle loro speranze: ti chiedono un dentista, medicine, un frigorifero, tanto lavoro, l’assegno di invalidità, la tessera sanitaria …….. E tu prometti a tutti di interessartene. Fortunatamente, ogni tanto, qualcosa riesci a farlo e allora la vita torna a sorridere.

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